Il progetto nasce dalla necessità di intervenire in un contesto territoriale, quello reggiano, profondamente trasformato da processi migratori, pluralismo culturale e tensioni sociali connesse a disuguaglianze economiche, fragilità educative e fenomeni di esclusione. Reggio Emilia presenta una composizione giovanile sempre più eterogenea: studenti di seconda generazione, famiglie migranti e nuove comunità religiose pongono alla comunità locale la sfida di costruire coesione, senso di appartenenza e partecipazione attiva.

Il progetto si propone di sviluppare un percorso educativo e culturale articolato su più livelli, con particolare attenzione alla fascia giovanile (14-35 anni), promuovendo il protagonismo delle nuove generazioni nella riflessione sui temi dei diritti, delle migrazioni e della giustizia globale.

Il nucleo narrativo è rappresentato dalla tragedia del naufragio dell’11 ottobre 2013, in cui morirono 268 migranti siriani a largo di Lampedusa, un evento emblematico delle contraddizioni tra diritto, responsabilità istituzionali e umanità.

Il progetto si sviluppa in una serie di azioni coordinate:

  • Laboratori scolastici tematici: incontri con esperti e testimoni sui temi della migrazione, dei diritti umani, del diritto internazionale e del giornalismo d’inchiesta;
  • Percorsi creativi: scrittura poetica, arte urbana e graphic novel, in cui gli studenti diventano autori di narrazioni visive e letterarie;
  • Produzione artistica: mostra, con installazioni, disegni, audio e video ispirati ai temi trattati;
  • Eventi pubblici: conferenze, talk, incontri con associazioni e giornalisti;
  • Contenuti digitali: creazione di video brevi e materiali educativi digitali open source, fruibili anche attraverso i canali regionali;
  • Valutazione e monitoraggio: focus group, questionari pre/post, raccolta di indicatori qualitativi e quantitativi.

La proposta si distingue per l’adozione di linguaggi artistici e metodologie peer-to-peer, l’utilizzo di strumenti digitali per la produzione e diffusione dei contenuti e una modalità di fruizione ibrida (presenza/online) pensata per garantire la massima accessibilità e partecipazione.

Il coinvolgimento attivo dei giovani è previsto fin dalla fase di co-progettazione, per rafforzare la dimensione partecipativa e trasformativa dell’intervento.

“Call Malta – Rotte di memoria” si configura come uno spazio generativo, dove la memoria diventa strumento educativo, artistico e civico, capace di connettere passato e presente, locale e globale, in un percorso collettivo di consapevolezza e responsabilità.

Referente

Mahta Woldezghi
mahta.woldezghi@comune.re.it