Introduzione
Si è tenuto martedì 7 ottobre in Regione l'incontro di avvio del Laboratorio ATUSS (Agende Trasformative Urbane per lo Sviluppo Sostenibile) - organizzato dal settore Coordinamento delle politiche europee con l’Autorità di gestione dei programmi FESR e FSE+ - al quale partecipano referenti politici e tecnici delle 14 Atuss finanziate nel periodo 2021-2027.
Il Laboratorio rappresenta uno strumento per accompagnare le strategie territoriali urbane, con l’obiettivo di:
- stimolare la creazione di una comunità delle Atuss
- preparare le aree urbane ad affrontare le sfide della programmazione dei fondi 2028-34
- accrescere la capacità dei territori di programmare in modo strategico e attrarre le risorse necessarie per l’attuazione delle azioni.
Con l’avvio del Laboratorio Atuss si completa l’azione di capacity building iniziata per le aree più fragili già dal 2024 con il LaSTI - Laboratorio a supporto delle Strategie Territoriali Aree Montane e Interne (STAMI). Il secondo incontro del laboratorio Atuss si terrà a gennaio 2026.
Il filo conduttore del dibattito dell'evento del 7 ottobre è stata l’importanza di favorire lo scambio di esperienze e la condivisione tra tutti gli attori coinvolti nella programmazione e attuazione delle Atuss anche per promuovere il metodo e i risultati e far emergere e rafforzare la componente più innovativa, a livello di strumenti di programmazione, che le amministrazioni stanno mettendo in campo.
Come ha affermato l’assessore alla Programmazione strategica e fondi europei Davide Baruffi "la politica di coesione europea nel negoziato sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea rischia di essere marginalizzata a fronte delle nuove sfide poste anche dal mutato quadro geopolitico. È quindi anche compito nostro ricordare e dimostrare che il senso della politica di coesione, programmata a scala regionale, resta valido. Se l’Emilia-Romagna ha potuto investire negli ultimi decenni per diventare una regione più innovativa e competitiva, più giusta e più attenta alla sostenibilità ambientale è stato in gran parte grazie alla politica di coesione e ai fondi europei."
Come già sottolineato con l’iniziativa “Cohesion 2050: il ruolo dell’Emilia-Romagna nell’Europa che cambia”, la Regione sostiene l’estensione e l’approfondimento del metodo della programmazione negoziata introdotto con le strategie territoriali nel ciclo 2021-2027, quale sistema che responsabilizza tutti i livelli di governo per raggiungere risultati concreti per i cittadini.
Anche la direttrice della direzione generale Risorse, Europa, innovazione e istituzioni Manuela Mei ha voluto mettere l’accento sul valore del sistema territoriale e del fare rete come metodo che consente al territorio di poter ambire a restare al centro della programmazione del futuro.
Durante l’incontro è stata presentata una prima proposta di attività del Laboratorio, che vedrà anche il contributo di due progetti Interreg di cui la Regione è capofila:
- il progetto Integra, finanziato dal programma Interreg Europe, che ha proprio l’obiettivo di migliorare l’elaborazione e gestione delle strategie territoriali per farne strumenti locali per affrontare le sfide della transizione verso lo sviluppo sostenibile, attraverso lo scambio di esperienze e buone pratiche con altre regioni europee
- il progetto Dialogue4Innovation finanziato dal programma Interreg Euro-Med, che offre in particolare la possibilità di organizzare due Laboratori di innovazione trasformativa (TIPLab), percorsi facilitati di miglioramento della capacità di programmazione strategica degli enti pubblici territoriali (Regione ed enti locali) per affrontare meglio – e insieme a tutti gli attori rilevanti – gli effetti a scala territoriale delle grandi sfide di sviluppo sostenibile.
Ultimo aggiornamento: 14-10-2025, 15:43
