Introduzione
Una delegazione di 36 ragazzi adolescenti proveniente dalla regione di Kharkiv, Ucraina, è stata accolta in Regione, nella sede di viale Aldo Moro, durante la sua permanenza in Emilia-Romagna. Giovani e insegnanti hanno ascoltato e ringraziato il presidente de Pascale, l’ambasciatore della Repubblica di Ucraina in Italia, Ihor Brusylo, e il delegato del presidente per la Cooperazione internazionale Luca Rizzo Nervo, portando a testimonianza l'esperienza e il racconto di studenti in territorio di guerra.
Il "progetto accoglienza" è frutto della collaborazione fra la Regione Emilia-Romagna, insieme alle associazioni del territorio, e la Regione di Kharkiv. Durante l'incontro è intervenuto Fabrizio Pacifici, presidente dell'associazione Aiutiamoli a vivere, che ha brevemente ricostruito un rapporto di collaborazione che parte dal 1991, come reazione al disastro della centrale di Chernobyl, e che negli anni recenti, dall'inizio del conflitto con la Russia, ha portrato alla realizzazione di oltre 26 missioni per aiuti umanitari.

Il periodo di permanenza in Emilia-Romagna dei ragazzi prevede l'ospitalità in una struttura di Cattolica, con attività sportive e ludico-creative, visite culturali e ricreative in luoghi di particolare interessa fra la Romagna e Bologna, momenti di svago al mare e socializzazione all'aria aperta.
Durante l'incontro in Regione, le rappresentanti della delegazione ucraina hanno raccontato l'esperienza di vivere vicino alla linea del fronte e continuare a condurre la propria esistenza e lo studio in un territorio fortemente compromesso, dove solo la possibilità di incontrarsi per fare scuola in presenza non è affatto scontata. Diverse scuole si sono infatti organizzate, dopo un periodo di lezioni online, per svolgere le lezioni nelle aule sotterrane, dando la possibilità ai ragazzi di incontrarsi in un luogo sicuro e preservare i rapporti umani. Ma non per tutte le scuole è stato possibile e in tanti casi sono state affrontate le difficoltà della disponibilità di energia e di device per la scuola a distanza, risolte grazie agli aiuti della comunità internazionale.

L'obiettivo del progetto di accoglienza è dare la possibilità a questi ragazzi di vivere in modo sereno un periodo di soggiorno in Emilia-Romagna, come forma di speranza, per guardare oltre la guerra e immaginare un futuro migliore. Dallo scoppio del conflitto sono stati raccolti con le donazioni dei cittadini emiliano-romagnoli oltre 2milioni e 300mila euro, che, uniti alle risorse messe in campo dalla Regione, hanno permesso la realizzazione di ben 41 progetti in ambito sanitario ed educativo.
Per approfondire
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Ultimo aggiornamento: 24-09-2026, 13:01

