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Introduzione

Al via il progetto Pas Burundi, finanziato dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, per contribuire a politiche alimentari resilienti, sostenibili e inclusive. L'evento di lancio si è tenuto il 10 febbraio scorso nella capitale del Burundi Bujumbura, presso gli spazi di Maison Parma, Centro agroalimentare gestito dal partner di progetto Parmaalimenta Burundi e sede di un consorzio di cooperative. L'apertura ha visto la partecipazione di due dei tre governatori delle province coinvolte in una cerimonia protocollare. Insieme a Aloys Ndayikengurukiye, governatore della Provincia di Bujumbura e Parfait Mboninyibuka governatore della Provincia di Burunga, erano presenti:

  • Gualtiero Ghirardi – presidente di Parmaalimenta
  • Daria Jacopozzi – assessora del Comune di Parma con delega alla cooperazione internazionale
  • Mirella Orlandi – capo progetto – Regione Emilia-Romagna
  • Caterina Iametti – console onorario d’Italia
  • Virginia Marchisotta – communication manager di AICS Kampala
  • Alexis Havyarimana – sindaco di Ntahangwa

Durante questo avvio ufficiale delle attività sono stati stabiliti i contatti tra le autorità e gli stakeholder del progetto a livello nazionale e internazionale. A seguire si sono svolte due sessioni di incontro ristrette: nella prima, i partner di progetto hanno potuto esporre in maniera approfondita le loro esperienze, che hanno portato alla maturazione della proposta progettuale, oltre alla definire i ruoli e le responsabilità. Nell’arco della seconda sessione, sono stati analizzate in maniera approfondita le specifiche attività.

Il progetto

Il progetto Pas Burundi mira a garantire che tutte le persone residenti in alcuni Comuni delle Province di Bujumbura, nello secifico Buhumuza e Burunga, possano accedere a cibo sicuro, nutriente e sufficiente durante tutto l’anno, attraverso il rafforzamento dei sistemi locali di produzione alimentare, sia agricoli che di allevamento. Si tratta infatti di una condizione essenziale per migliorare la sicurezza alimentare in modo sostenibile e duraturo. L’intervento sostiene l'Obiettivo n, 2 dell'Agenda 2030 delle Nazioni unite, che si prefigge di porre fine alla fame e garantire a tutte le persone – soprattutto quelle in condizioni di povertà o vulnerabilità, inclusi i bambini – un accesso costante a cibo sicuro e nutriente. Per raggiungere questo traguardo, il progetto intende intervenire sul funzionamento strutturale dei sistemi alimentari locali, promuovendo un uso efficiente delle risorse naturali e materiali, sostenendo l’innovazione dei processi e delle tecnologie e incoraggiando modelli produttivi climate-smart anche in un contesto segnato dagli effetti del cambiamento climatico.

È fondamentale una transizione concreta verso sistemi produttivi più resilienti, per garantire una maggiore stabilità nella produzione alimentare locale e, di conseguenza, un miglioramento duraturo della sicurezza alimentare per le comunità coinvolte. In questo quadro, le amministrazioni comunali e i settori amministrativi coinvolti burundesi attiveranno dei tavoli di concertazione multistakeholder con lo scopo finale di definire specifici documenti strategici che delineino una visione complessiva della transizione sostenibile delle produzioni alimentari locali. Ogni documento definirà le strategie territoriali dei Comuni coinvolti all’interno del progetto, individuando le priorità di ciascun territorio, siano esse prevalentemente rivolte a necessità di miglioramento di pratiche agronomiche o di allevamento e valorizzando l’innovazione come leva per migliorare la produttività e la sostenibilità dell’intero sistema territoriale. Verrà inoltre attivato uno scambio di competenze tra le amministrazioni locali italiane partner di progetto, Regione Emilia-Romagna e Comune di Parma, e le amministrazioni locali, in una dinamica peer-to-peer.

Il progetto ha inoltre l’obiettivo di diffondere conoscenze e pratiche agronomiche e zootecniche climate‑smart, sostenibili e innovative. Gli allevatori beneficiari verranno supportati attraverso il miglioramento degli stabili di alloggio degli animali, mentre gli agricoltori beneficeranno di attività di accompagnamento per l’adozione di biostimolanti, concimi organici e rotazioni colturali lunghe basate sull’impiego di leguminose.

Saranno svolte formazioni in ambito zootecnico e agricolo ai vari tecnici provinciali e comunali, per poi arrivare, grazie a una formazione a cascat, al miglioramento delle conoscenze degli allevatori e agricoltori target di progetto. Le formazioni saranno a cura di Università di Bologna per quanto concerne la parte zootecnica e Università di Parma per la parte agroalimentare. Entrambe le università lavoreranno in collaborazione con l’Università del Burundi e in sinergia con altri partner di progetto, come l’Azienda Agraria Sperimentale Stuard e IBO ITALIA Odv-Ets.

Ultimo aggiornamento: 26-02-2026, 12:53